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  • I. Silvano & C. Leone

Trigun: c'era una volta il fanta-west

Considerata una delle più importanti serie animate giapponesi degli anni '90 assieme a Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno e a Cowboy Bebop (1998) di Keiko Nobumoto & Shin'ichiro Watanabe, Trigun, uscito nello stesso anno di quest'ultimo, ha influenzato in modo importante e irreversibile l'immaginario collettivo della fantascienza nell'animazione seriale, riscontrando un forte apprezzamento più in Occidente che in patria e diventando a tutti gli effetti un cult generazionale. Tratto dal manga del fumettista Yasuhiro Nightow (Trigun, Kekkai Sensen), interamente pubblicato tra il 1996 e il 2007 sulla rivista Shonen Gahosha in quattordici volumi, la serie animata prodotta dalla Madhouse è stata diretta da Satoshi Nishimura (Hajime no Ippo - The Fighting, Ushio e Tora e Karakuri Circus) per un totale di ventisei episodi ed è stata anche uno dei primi anime ad essere trasmesso in Italia sull'emittente MTV, sfuggendo perciò alle pesanti censure di cui erano vittime molte produzioni giapponesi e facendo scoprire al pubblico italiano la bellezza dell'animazione orientale e le sue incredibili potenzialità creative.


La trama della serie


Ambientato nell'immaginario pianeta di Gunsmoke, Trigun racconta la storia di Vash the Stampede, soprannominato "il tifone umanoide", un ricercato definito il primo caso di calamità naturale perché responsabile della distruzione di July City attraverso un potere inspiegabile.



Trigun | Daelar Animation
© Tokuma Shoten | © Madhouse


Tuttavia, Vash non è affatto un uomo spietato: è un vero buono, spensierato, che vive cercando di non recare del male a nessuno - seguendo la filosofia di Love and Peace - ma che, purtroppo, non riesce a controllare i propri poteri. La vita di Vash è dunque tutt'altro che pacifica. Oltre che a dover fare i conti con cacciatori di taglie che tentano di rapirlo per intascarsi la taglia di ben 60 miliardi di $$ (doppi dollari) che pende sulla sua testa, alcuni fantasmi del passato continuano a perseguitarlo per ucciderlo. Nel corso della storia, il protagonista metterà in dubbio i suoi ideali pacifisti e, accompagnato dal carismatico reverendo Nicholas D. Wolfwood e dalle due agenti Meryl Strife e Milly Thompson, il "tifone umanoide" si metterà alla ricerca del proprio gemello Knives, per regolare dei conti lasciati in sospeso anni prima.


Contesto, sviluppo e personaggi


Intorno al XIX secolo, comincia a nascere negli Stati Uniti il genere western, caratterizzato da storie ambientate nell'ovest americano durante la guerra di secessione o il periodo coloniale. Il genere vedeva come protagonisti avventurieri solitari chiamati cowboys, pistoleri o fuori legge che, o spinti dal proprio codice morale, o semplicemente alla ricerca di vendetta personale, si scontravano con pericolosi gangsters viaggiando attraverso lande desolate e sostando in città povere assediate da banditi. In tali storie, alcuni dei temi portanti riguardano l'avventura e il "coraggio di battersi" in un mondo barbaro e privo di legge.



I Sette Samurai | Daelar Animation
© Toho


In Giappone, una simile visione si ritrova nell'epoca Sengoku, un periodo cruciale per la storia del "Paese del Sol Levante" caratterizzato da terribili guerre civili combattute tra diversi feudi, o clan, matrici di devastazione. Alcuni capolavori di Akira Kurosawa (I Sette Samurai, Il Trono di Sangue, Kagemusha, Ran), nonostante le ambientazioni giapponesi non rispettino i canoni occidentali del genere western, possono tuttavia essere considerati come tali. Nel cinema, il capostipite del filone western è The Great Train Robbery (1903), pellicola tramite la quale, negli anni successivi, i registri John Ford e Howard Hawks imporranno le basi dell'avventura "alla statunitense". La loro influenza sarà talmente d'impatto da arrivare anche in Italia e, tra gli anni '60 e '70, fungerà - assieme alla scuola di messa in scena dinamica di Kurosawa - da base stilistica ai capolavori di Sergio Leone (Per Un Pugno di Dollari, Per Qualche Dollaro In Più, Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo), di Tonino Valeri (I Giorni dell'Ira e Il Mio Nome è Nessuno), di Duccio Tessari (Una Pistola per Ringo) e di Sergio Corbucci (Django, Il Grande Silenzio e Il Mercenario).


Anche artisti d'animazione, nel corso degli anni, si cimentano nel genere western. Un esempio può essere Walt Disney che, ne Lo Scrigno delle Sette Perle del 1948, il decimo Classico Disney e il penultimo film collettivo del canone, dedica un segmento musicale a Pecos Bill, cowboy del Texas allevato e cresciuto dai coyote. Altri esempi, questa volta europei, sono Bruno Bozzetto, regista nel 1965 del dissacrante West and Soda, e il fumettista, produttore e animatore René Goscinny, che nel 1971 presenta il primo film d'animazione con il personaggio Lucky Luke.



Lucky Luke - Daisy Town | Daelar Animation
© Belvision Studios | © Dargaud Films | © United Artists


In Giappone, negli anni '70, esce Sam Il Ragazzo del West, diretto da Kyosuke Mikuriya e da Yoshitaka Nitta, serie animata a cui prendono parte un giovane Hayao Miyazaki e Shingo Araki, il compianto character designer di Devilman, di UFO Robot Goldrake, di Le Rose di Versailles e de I Cavalieri dello Zodiaco. Inoltre, nel 1972 viene pubblicato il manga Gun Frontier dell'autore Leiji Matsumoto, fumetto che tuttavia riceverà un adattamento animato solo nel 2002.


Dati anche solo alcuni dei suoi predecessori, Trigun non è di certo una delle prime serie animate - e fumettistiche - che si approccia a tale genere, ma la novità che riesce a conquistare il pubblico e la critica è l'inserimento di elementi sci-fi nel "vecchio west", particolarità che riesce a trovare una singolare armonia in un'ambientazione ormai fin troppo conosciuta e che, negli anni '90, cerca di aprirsi a nuove strade e orizzonti artistici. Trigun rispetta pienamente i canoni del genere, come le rappresentazioni sontuose dei deserti e dei canyon propri del vasto continente americano, le armi modellate sulle AKMS a canna corta, le bande di criminali che assediano piccole città o treni, i duelli tra pistoleri nelle strade e, in tale contesto, riesce a inserire elementi tipici della fantascienza che, già alla fine degli anni '80, stavano prendendo piede in animazione. L'anime, infatti, viene influenzato dalle estetiche di Fujihiko Hosono (Crusher Joe) e di Katsuhiro Otomo (Akira), oltre che dalle produzioni statunitensi trans-mediali come Star Wars: A New Hope (1977) e Spawn di Todd McFarlane, il creatore di Venom, personaggio che ha ispirato vagamente Vash the Stampede.



Trigun | Daelar Animation
© Tokuma Shoten | © Madhouse


Entrambi, infatti, vestono di rosso, sono due creature non umane e possiedono un potere illimitato che, se utilizzato troppo, può portare alla morte [1].


La città di Inepril City è costituita da una grande centrale che fornisce elettricità ai suoi abitanti, a robot appartenenti a una tecnologia sconosciuta, a navi spaziali nascoste nella sabbia, a piccole comunità superstiti che vivono in navicelle fluttuanti nell'aria o a personaggi - come il gruppo Gung-Ho-Guns - modellati con tute da battaglia potenziate e con armi legate al corpo che li rendono umani solo per metà. Anche per questo cross-over ambientale, la somiglianza - non solo - estetica con Cowboy Bebop non è sfuggita e non sfugge tuttora ai critici e agli appassionati. Il critico H.D. Russell, sulla rivista statunitense The Escapist, oltre che lodare l'anime, nonostante difetti riscontrati nel doppiaggio americano e nelle animazioni, infatti scrive: "Trigun è molto spesso messo in ombra dal suo "cugino stretto", Cowboy Bebop" [2]. Mentre l'opera di Nobumoto & Watanabe si incentra sul dramma esistenziale di un gruppo di cacciatori spaziali destinati a rimanere intrappolati nel proprio passato, Trigun propone agli spettatori tematiche profonde come il diritto alla vita - ovvero l'arroganza nel toglierla - e alcune scelte morali da dover compiere al fine di non trasformarsi in spietati assassini, elementi che due anni prima erano stati definiti in Kenshin Samurai Vagabondo, anime tratto dal manga shonen di Nobuhiro Watsuki e sceneggiato da Michiru Shimada (Lamù, Dr. Slump & Arale, Future GPX Cyber Formula) tra il 1996 e il 1998.



Kenshin Samurai Vagabondo | Daelar Animation
© Studio Gallop | © Studio Deen


I primi cinque episodi della serie animata, che introducono i personaggi principali, si presentano abbastanza sia leggeri che umoristici, tuttavia, attraverso lo sviluppo del racconto, Trigun riesce a entrare nel vivo del proprio dramma e della propria narrazione, mostrando un mondo nel quale l'umanità, ormai in pratica estinta, è stata miracolosamente salvata e riportata sul pianeta d'origine per progredire nuovamente. Vash the Stampede, solo all'apparenza spensierato, è un protagonista che cerca disperatamente di portare pace, ma i suoi ideali non riescono ad essere compresi dagli umani che vedono nella rabbia e nella violenza l'unico modo per poter cambiare davvero il corso degli eventi. Il paradosso è che Vash, creatura artificiale, presenta comportamenti decisamente più compassionevoli di quelli espressi dagli esseri umani. Di questa ferocia si macchia, per esempio, il reverendo Nicholas D. Wolfwood, un co-protagonista della serie - e omaggio animato al Django (1966) del regista Sergio Corbucci - moralmente diverso dal protagonista nonostante lo segua e lo rispetti profondamente come compagno d'armi.


"Quando ho cominciato ad aiutare gli orfani, ho sfidato me stesso: è allora che ho deciso che le mie azioni si sarebbero dovute rivolgere al mio prossimo. Così ho dato e ottenuto un po' di felicità, forse... perché sapete, in fondo lo penso davvero: questo pianeta è l'inferno.

Noi qui siamo all'inferno."


(Nicholas D. Wolfwood | Episodio 23 - Paradise)



Trigun | Daelar Animation
© Tokuma Shoten | © Madhouse


Wolfwood si considera un predicatore, e ha aperto un orfanotrofio per proteggere dei bambini, evitando di fargli provare le stesse sofferenze da lui subite in gioventù. Per come è stato educato, il mondo secondo lui è impossibile da poter cambiare senza combattere e solo negli ultimi episodi si ritroverà faccia a faccia con Dio e otterrà la propria redenzione tanto desiderata.


Trigun nasconde un profondo messaggio cristiano [3] che si ritrova negli ideali di Wolfwood, Vash e Rem Saverem. Le azioni del reverendo, per esempio, si possono riscontrare in personaggi biblici come Giovanni Battista e San Pietro. Il primo, come Wolfwood, è un ambasciatore del Signore che vaga in un deserto solitario, mentre San Pietro, per proteggere il suo maestro, in più occasioni usa la violenza, comportamento messo in pratica dal reverendo o per difendersi o, appunto, per salvare la vita del protagonista. Vash, invece, è un pacifista convinto e si auto-impone di ricorrere alla non-violenza per mantenere la promessa garantita alla sua maestra e tutrice Rem Saverem, di cui una somiglianza estetica è evidente con la protagonista femminile della serie Meryl Strife. Tale affinità, tuttavia, viene sempre e solo lasciata intendere agli spettatori. Infatti, non risulta chiaro se il paragone sia voluto oppure se sia una mera casualità. Lo stesso Vash, nei suoi ricordi, vede Rem come una figura spirituale e come l'unica fonte di speranza per poter condurre la nuova umanità verso un futuro migliore.



Trigun | Daelar Animation
© Tokuma Shoten | © Madhouse


Mentre Vash segue gli insegnamenti di Rem, sviluppando compassione verso gli uomini, il suo fratello gemello Knives, il principale villain della serie, più razionale del fratello, arriva a odiarli perché da loro si sente usato come un oggetto. Nel rapporto freddo e conflittuale tra i due fratelli, legame che li pone l'uno contro l'altro, ci si chiede spesso chi dei due sia moralmente dalla parte giusta. Dato questo dilemma, alcuni critici identificano dei parallelismi tra il manga di Nightow e il romanzo I Fratelli Kamavaroz del 1879 [4]. L'opera di Fëdor Dostoevskij racconta la storia di un padre assassinato dai propri figli, e il romanzo chiede al lettore - quello attento e imparziale - fino a che punto ciascuno di essi sia moralmente colpevole della morte del padre. Ognuno dunque può reagire diversamente, mostrandosi o compassionevole, o addolorato, o per nulla scosso dalla tragedia, proprio come Knives e Vash, personaggi che non riescono a trovarsi d'accordo perché, a seconda della percezione delle loro critiche verso un sistema tremendamente complesso, possono dimostrare di essere nel giusto o meno. Mentre Knives spende tutta la propria vita a causare dolore al fratello, punendolo per il suo tradimento, Vash insegue i suoi ideali, cercando di godersi ogni singolo momento dell'esistenza. Nell'ultimo episodio, il protagonista sentirà che il suo animo sarà stato appagato dalle persone che ha amato e che lo hanno fatto sentire a casa, mostrando quindi un parallelismo con la figura di Cristo dato che il suo immenso potere sembrerà essere l'unico in grado di poter salvare la Terra.



Trigun | Daelar Animation
© Tokuma Shoten | © Madhouse


Conclusioni


Trigun non è una serie esente da difetti. In alcuni punti l'animazione risulta invecchiata e presenta chiari errori tecnici. I villain come Knives e Legato non mostrano tutto il loro potenziale, risultando purtroppo dei sociopatici nichilisti. Inoltre, l'anime non riesce ad adattare tutto il fumetto, mettendo in scena solo una parte di tutta la storia originale. La causa principale del mancato adattamento integrale si riscontra in problemi interni alla produzione e dello stesso autore del manga, artista che completò l'opera solamente dieci anni dopo la pubblicazione del primo capitolo. Tuttavia, i grandi pregi della serie animata, come la colonna sonora di Tsuneo Imahori (Gungrave, Hajime no Ippo), il chara desing accattivante, sporco e grezzo di Takahiro Yoshimazu, che si abbina perfettamente al tipo di ambientazione, un perfetto cast vocale italiano che presenta le voci di doppiatori italiani di alto livello quali Simone Mori, Massimo de Ambrosis, Sandro Acerbo, Stella Musty e Vittorio de Angelis, le scene umoristiche che si mescolano bene all'azione e la portata morale dei protagonisti la rendono un vero cult dell'animazione. Di fatto, l'anime di Trigun è riuscito a ispirare diverse serie animate come El Cazador (2007) di Koichi Mashimo (Robin Hood no Daiboken) e Gun X Sword (2005) diretto da Goro Taniguchi (Code Geass), quest'ultima una serie che propone un'avventura fantascientifica e western nella quale il protagonista Van presenta un desing decisamente ispirato a quello di Vash the Stampede e a quello di Spike Spiegel di Cowboy Bebop.


Nel 2010, la Madhouse Animation ha prodotto anche un film d'animazione, Trigun Badlands Rumble, nuovamente diretto da Satoshi Nishimura, lungometraggio che, nonostante non si mostri particolarmente all'altezza della serie animata, risulta piacevole e, soprattutto, un grande omaggio all'intero franchise de "il tifone umanoide".



Trigun Stampede | Daelar Animation
© Orange


A distanza di tredici anni da Trigun Badlands Rumble e di ben venticinque dall'adattamento della Madhouse, uscirà l'anno prossimo l'anime Trigun Stampede, serie scritta dall'autore originale del manga Yasuhiro Nightow e realizzata in CG dallo studio Orange. Questa ultima opera seriale a tema vedrà co-partecipare in vesti di produttori personalità come Kiyotaka Waki (Godzilla Singular Point), Yoshihiro Watanabe (Beastars) e Katsuhiro Takei (Your Name) della Toho. Lo staff addetto ai lavori di realizzazione, in cui spiccano il designer Kouji Tajima e il regista Kenji Mutou, si pone di fronte a un lecito dubbio: Stampede che cosa rappresenterà nella timeline e nell'economia artistica del franchise? A livello tecnico, è stato rivelato [5] che il nuovo Trigun si appoggerà a strumenti di motion capture e di mimica facciale adottati, per esempio, dalla Walt Disney Pictures per Tarzan (1999), e che a livello grafico rispecchierà l'estetica digitale promossa negli ultimi anni dalla casa di produzione Orange Animation, famosa nel settore per aver prodotto opere animate quali Land of Lustrous (2017) e Beastars (2019) e per aver partecipato come unità di sviluppo in anime come Ghost In the Shell: Stand Alone Complex (2002/2003) della Production I.G. La nuova serie scritta da Nightow verrà pubblicata, secondo le ultime previsioni, a Gennaio 2023 e di sicuro servirà a nuovi spettatori come strumento per potersi avvicinare a un brand ormai quasi trentenne. La deriva 3D dell'animazione in Giappone, dunque, continua ad avanzare, proponendo al pubblico nuove opere dal respiro sia nostalgico, sia - a suo modo - temerario.


"Love and Peace"

(Vash the Stampede | Episodio 5 - Hard Puncher)


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APPROFONDIMENTI

[1] Sung, Lydia; Vega, Gabriel (2009). Anime Expo 2009: 5 - Yasuhiro Nightow & Satoshi Nishimura. Reports. neoseeker.com

[2] Russell, Hayden (2016). Trigun - Love and Peace!. goanimereviews. escapistemagazine.com

[3] "Cusceneaddict", Casey (2016). Between the Panels: Salvation According to Trigun. Beneath the Tangles. beneaththetangles.com

[4] "Guest Writer" (2013). Trigun and the Brothers Kamarazov. overthinkingit.com


[5] Donato, Rosanna (2022). Un dettaglio di Trigun Stampede è ispirato ai classici Disney. cinema e serie tv. culturapop. tomshw.it

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